Congedo parentale Inps 2020 ordinario e straordinario | Novità e come richiederlo (anche) in emergenza Coronavirus

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Articolo aggiornato venerdì, 20 Marzo 2020 16:56

Congedo parentale Inps 2020

Il congedo parentale Inps è un periodo di astensione facoltativo dal lavoro concesso ai genitori per prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita e soddisfare i suoi bisogni affettivi e relazionali.

INDICE

A CHI È RIVOLTO

Il congedo parentale è rivolto a lavoratrici e lavoratori dipendenti (anche ex IPSEMA) con contratto di lavoro in corso.

Il congedo parentale spetta ai genitori naturali adottivi o affidatari, che siano in costanza di rapporto di lavoro, entro i primi 12 anni di vita del bambino per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a 10 mesi. I mesi salgono a 11 se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno tre mesi.

Tale periodo complessivo può essere fruito dai genitori anche contemporaneamente. Se il rapporto di lavoro cessa all’inizio o durante il periodo di congedo, il diritto al congedo stesso viene meno dalla data di interruzione del lavoro.

A CHI SPETTA IL DIRITTO DI ASTENERSI DAL LAVORO

Considerato il limite previsto, il diritto spetta a:

  • madre lavoratrice dipendente per un periodo continuativo o frazionato di massimo sei mesi;
  • padre lavoratore dipendente per un periodo continuativo o frazionato di massimo sei mesi, che possono diventare sette in caso di astensione dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno tre mesi;
  • padre lavoratore dipendente, anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre (a partire dal giorno successivo al parto) e anche se la stessa non lavora;
  • genitore solo (padre o madre) per un periodo continuativo o frazionato di massimo dieci mesi.

In caso di parto, adozione o affidamento plurimi, il diritto al congedo parentale spetta alle stesse condizioni per ogni bambino.



NON SPETTA AI GENITORI APPARTENENTI ALLE SEGUENTI CATEGORIE
  • disoccupati o sospesi;
  • lavoratori domestici;
  • lavoratori a domicilio.
QUANTO SPETTA

Ai genitori lavoratori dipendenti spetta:

  • una indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, calcolata in base alla retribuzione del mese precedente l’inizio del periodo di congedo, entro i primi 6 anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) e per un periodo massimo complessivo (madre e/o padre) di 6 mesi;
  • un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornalieradai 6 anni e un giorno agli 8 anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento), solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione ed entrambi i genitori non ne abbiano fruito nei primi sei anni o per la parte non fruita anche eccedente il periodo massimo complessivo di sei mesi;
  • nessuna indennità dagli 8 anni e un giorno ai 12 anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento).
PRESCRIZIONE

ATTENZIONE: il diritto all’indennità si prescrive entro un anno e decorre dal giorno successivo alla fine del periodo indennizzabile. Per evitare la perdita del diritto, è necessario che la lavoratrice o il lavoratore presentino all’INPS (prima dello scadere dell’anno) istanze scritte di data certa, dirette a ottenere il pagamento della indennità.

TRASFORMAZIONE A TEMPO PARZIALE

Il decreto legislativo 25 giugno 2015, n. 81, ha previsto la possibilità per il lavoratore di chiedere per una sola volta la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, al posto del congedo parentale o entro i limiti del congedo ancora spettante. La riduzione dell’orario non deve però superare il 50%.

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LAVORATORI AGRICOLI

Le lavoratrici e i lavoratori agricoli con un contratto a tempo determinato possono fare richiesta di congedo parentale nel primo anno di vita del bambino, se hanno prestato 51 giornate di lavoro in agricoltura nell’anno precedente l’evento, che sarà indennizzabile anche per le astensioni che si protraggono nell’anno successivo.

Per gli anni successivi al primo e fino al sesto (per i periodi di congedo indennizzabili) e sino al 12° (per i periodi di congedo fruibili), possono fare richiesta di congedo parentale se sussiste lo status di lavoratore, che prevede l’iscrizione negli elenchi agricoli e 51 giornate di lavoro in agricoltura nell’anno precedente l’evento oppure, nello stesso anno, se le giornate di lavoro sono svolte tutte prima dell’inizio del congedo.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

La domanda si può presentare attraverso uno dei seguenti canali:

  • Online (sul sito di Inps), compresi i lavoratori assicurati ex IPSEMA dipendenti da datori di lavoro che scelgono il pagamento delle indennità con il conguaglio CA2G;
  • in modalità cartacea per le lavoratrici e lavoratori assicurati ex IPSEMA, dipendenti da datori di lavoro che rinunciano al pagamento delle indennità con il conguaglio CA2G e la competenza territoriale dipende dalle istruzioni operative fornite con circolare INPS 23 ottobre 2015, n. 173;
  • Contact Center Inps (803 164, gratuito da rete fissa, oppure 06 164 164 da rete mobile);
  • enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA

La domanda va inoltrata prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto. Se viene presentata dopo saranno pagati solo i giorni di congedo successivi alla data di presentazione della domanda. Per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, l’indennità è anticipata dal datore di lavoro, tranne per gli operai agricoli a tempo determinato, i lavoratori stagionali a termine e i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato, per i quali è previsto il pagamento diretto dall’INPS, così come per le lavoratrici e i lavoratori iscritti alla Gestione Separata e per le lavoratrici autonome.

Per le lavoratrici e lavoratori assicurati ex IPSEMA, dipendenti da datori di lavoro che scelgono il pagamento indennità con il conguaglio CA2G (circolare INPS 23 dicembre 2013, n. 179), la competenza territoriale alla gestione delle pratiche è quella prevista per la generalità dei lavoratori, determinata sulla base della residenza dell’assicurato.

Per le modalità operative di presentazione della domanda e di fruizione del congedo parentale su base oraria, si rinvia alla circolare INPS 18 agosto 2015, n. 152.

DOMANDE

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LE NOVITÀ INTRODOTTE DAL DECRETO CURA ITALIA
PER I DIPENDENTI PRIVATI

L’emergenza Coronavirus ha portato il Governo a correre in aiuto delle famiglie con il decreto Cura Italia, a decorrere dal 5 marzo 2020 (giorno di chiusura forzata delle scuole in tutta Italia):

  • è previsto un congedo parentale speciale per i genitori dipendenti del settore privato. L’indennità (il 50% della retribuzione) spetta per un periodo continuativo o frazionato che non può essere superiore ai 15 giorni per i figli fino a 12 anni. Il periodo di congedo parentale è coperto da contribuzione figurativa.
  • I genitori dipendenti del settore privato con figli di età compresa tra 12 e 16 anni, hanno diritto ad astenersi dal lavoro, a patto che “nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore“. In questo caso però non è prevista alcuna indennità né il riconoscimento di contribuzione figurativa. Tuttavia, il lavoratore che deciderà di astenersi dal lavoro non rischierà il licenziamento e avrà diritto alla conservazione del posto di lavoro.
  • In alternativa al congedo parentale i genitori (anche affidatari) possono optare per il voucher baby sitter di 600 euro o di 1000 euro per operatori sanitari e ricercatori. Possono richiedere il voucher le famiglie che assumono regolarmente una baby sitter, in cui lavorano entrambi i genitori e con figli di età fino a 12 anni.
  • Il numero di giornate dei permessi retribuiti, secondo la legge 104, è stato aumentato di altre 12 giornate per il mese di marzo e di altre 12 per il mese di aprile 2020.
LE NOVITÀ PER GLI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA E PER LAVORATORI AUTONOMI

Il decreto Cura Italia prevede per i genitori iscritti alla gestione separata la possibilità di richiedere il congedo parentale per un periodo di 15 giorni con una indennità, per ciascuna giornata indennizzabile, pari al 50% di 1/365 del reddito individuato secondo la base di calcolo utilizzato per definire l’indennità di maternità.

L’indennità appena descritta è prevista anche per i lavoratori autonomi iscritti all’INPS, stabilita sulla base della retribuzione convenzionale giornaliera fissata dalla legge e definita sulla base della tipologia di lavoro autonomo.

ULTERIORI NOVITÀ IN EMERGENZA CORONAVIRUS

Il congedo parentale può essere fruito alternativamente da entrambi i genitori per un totale di 15 giorni complessivi. La condizione è che nel nucleo familiare non si goda di nessun’altra forma di sostegno del reddito. Non c’è il limite di età di 12 anni per le famiglie con figli disabili.

NESSUN CLICK DAY

Inps, in un comunicato del 20 marzo 2020, ha precisato che “non c’è nessun click day, inteso come finestra dentro la quale si possono fare domande di prestazioni. Le domande saranno aperte a tutti e ci sarà un giorno di inizio, con un click. Su questa formula, che sarà spiegata meglio a tutti gli utenti, c’è stato purtroppo un grande fraintendimento“.

Il congedo parentale per i lavoratori dipendenti è già attivo: alla data del 20 marzo 2020, l’Istituto registra circa 100 mila richieste di congedo con periodi dal 5 marzo 2020.

FONTE delle informazioni: INPS.

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul sociale, fisco, lavoro e sicurezza alimentare.

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