Dpcm 21 marzo 2020 PDF| Ulteriori restrizioni nel nuovo decreto ministeriale firmato da Conte il 22

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Articolo aggiornato domenica, 22 Marzo 2020 22:17

Dpcm 21 marzo 2020

Dopo le parole del Premier Giuseppe Conte di ieri sera, tutti si attendono il nuovo Dpcm 21 marzo 2020 che è arrivato nella serata di oggi, domenica 22 marzo. In serata è stato firmato dal Premier Conte, già disponibile in questo articolo quello che in realtà il DPCM 22 marzo 2020.

LEGGI ANCHE LA NUOVA ORDINANZA DI DOMENICA 22 MARZO: ORDINANZA 22 MARZO 2020 (PDF)

UNA DECISIONE SOFFERTA MA ANCORA PARZIALE

Ancora non convince del tutto la decisione presa ieri sera da Conte, comunicata in serata. Da lunedì 23 marzo 2020 si chiude tutto… ma non tutto. E’ questo in sostanza ciò che ha detto ieri sera il Premier ai milioni di italiani che hanno atteso il suo discorso, molto preoccupati per le possibili conseguenze.

In pratica ci sono aziende e fabbriche che possono chiudere (e che chiuderanno o hanno già fermato le produzioni) e altre che non possono chiudere perché considerate “essenziali” per l’economia del Paese. E’ certamente il caso di aziende come Ilva, Eni ed altre la cui attività è ritenuta vitale per il Paese. Conte sta incoraggiando lo Smart Working, il lavoro a distanza, per quelle aziende e attività che possono farlo…. ma tutto questo basterà per limitare il contagio?

Dpcm 21 marzo 2020 (firmato e pubblicato il 22 marzo)

Il nuovo Dpcm è arrivato in serata con la firma del Premier con delle misure ancora più chiare riguardanti il mondo del lavoro. Lo hanno richiesto a gran voce i sindacati, scesi in campo per la tutela della salute e del lavoro delle migliaia di persone che lavorano (anche) in fabbrica.



ECCO IL DPCM
IL DISCORSO DI CONTE

Buonasera a tutti, sin dall’inizio ho scelto la linea della trasparenza, la linea della condivisione, ho scelto di non minimizzare, non nascondere la realtà che ogni giorno è sotto i nostri occhi. Ho scelto di rendere tutti voi partecipi della sfida che siamo chiamati ad affrontare, è la crisi più difficile che il Paese sta vivendo dal secondo Dopoguerra. In questi giorni durissimi, siamo chiamati a misurarci con immagini, con notizie che ci feriscono, ci lasciano un segno che rimarrà sempre impresso nella nostra memoria, anche quando questo, ci auguriamo presto, sarà finito.

La morte di tanti concittadini …

..è un dolore che ogni giorno si rinnova, questi decessi per noi, per i valori con cui siamo cresciuti, per i valori che ancora oggi noi condividiamo, non sono semplici numeri, quelle che piangiamo sono persone, sono storie di famiglie che perdono gli affetti più cari. 

Le misure sin qui adottate, l’ho già detto, richiedono tempo prima che possano spiegare i loro effetti, dobbiamo continuare a rispettare tutte le regole con pazienza, con responsabilità, con fiducia. Sono misure severe, ne sono consapevole, rimanere a casa, rinunciare a radicate abitudini, non è affatto facile ma non abbiamo alternative, in questo momento dobbiamo resistere perché solo in questo modo riusciremo a tutelare noi stessi e a tutelare le persone che amiamo.

Il nostro sacrificio di rimanere a casa è per altro minimo…

..se paragonato al sacrificio che stanno compiendo altri concittadini, negli ospedali, nei luoghi cruciali per la vita del Paese c’è chi rinuncia, chi rischia molto di più. Penso in particolare innanzitutto ai medici, agli infermieri ma penso anche alle Forze dell’ordine, alle Forze armate, agli uomini e alle donne della Protezione Civile, ai commessi dei supermercati, ai farmacisti, agli autotrasportatori, ai lavoratori dei servizi pubblici, anche ai servizi dell’informazione, donne e uomini che non stanno andando semplicemente a lavorare, ma compiono ogni giorno un atto di grande responsabilità verso l’intera nazione. Compiono un atto di amore verso l’Italia intera.

Oggi abbiamo deciso di compiere un altro passo

La decisione assunta dal Governo è quella di chiudere, nell’intero territorio nazionale, ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria, cruciale, indispensabile a garantirci beni e servizi essenziali.

Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio con i sindacati, con le associazioni di categoria, per stilare una lista dettagliata in cui sono indicate le filiere produttive delle attività dei servizi di pubblica utilità, quelli che sono più necessari per il funzionamento dello Stato in questa fase di emergenza. Continueranno a rimanere aperti tutti i supermercati, tutti i negozi di generi alimentari e di prima necessità. Quindi, fate attenzione, non abbiamo previsto nessuna restrizione sui giorni di apertura dei supermercati.

Consulta l’elenco (codice ATECO) delle attività ESSENZIALI

Invito tutti a mantenere la massima calma..

Non c’è ragione di fare una corsa agli acquisti, non c’è ragione di creare code che in questo momento non si giustificano affatto. Continueranno a rimanere aperte anche farmacie, parafarmacie, continueranno a venire assicurati i servizi bancari, postali, assicurativi, finanziari. Assicureremo tutti i servizi pubblici essenziali, ad esempio i trasporti. Assicureremo ovviamente anche tutte le attività connesse, accessorie, funzionali a quelle consentite, a quelle essenziali. Ovviamente assicureremo anche tutte le attività connesse, accessorie, funzionali a quelle consentite, a quelle essenziali.

Al di fuori delle attività ritenute essenziali, consentiremo solo lo svolgimento di lavoro modalità smart working e consentiremo solo le attività produttive ritenute comunque rilevanti per la produzione nazionale.
Rallentiamo il motore produttivo del Paese, ma non lo fermiamo.

È una decisione non facile…

Una decisione che ci consente, ci predispone ad affrontare la fase più acuta del contagio. È una decisione che si rende necessaria, oggi in particolare, per poter contenere quanto più possibile la diffusione dell’epidemia.

L’emergenza sanitaria – ma lo avevamo previsto – sta tramutando in piena emergenza economica, ma a voi tutti dico: “Lo Stato c’è. Lo Stato è qui”. Il Governo interverrà con misure straordinarie che ci consentiranno di rialzare la testa e ripartire quanto prima.

Mai come ora la nostra comunità deve stringersi forte, come una catena a protezione del bene più importante: la vita. Se dovesse cedere anche solo un anello, questa barriera di protezione verrebbe meno, esponendoci a pericoli più grandi, per tutti.”

UNITI CE LA FAREMO

Quelle rinunce che oggi vi sembrano un passo indietro, domani ci consentiranno di prendere la rincorsa e ritornare presto nelle nostre fabbriche, nei nostri uffici, nelle nostre piazze, fra le braccia di parenti, di amici.

Stiamo rinunciando alle abitudini più care, lo facciamo perché amiamo l’Italia, ma non rinunciamo al coraggio e alla speranza nel futuro. Uniti ce la faremo.

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul sociale, fisco, lavoro e sicurezza alimentare.

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