Green Pass per parrucchieri ed estetisti | Lavoro nero in vista

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Articolo aggiornato giovedì, 20 Gennaio 2022 17:43

GREEN PASS PER PARRUCCHIERI ED ESTETISTI: SCATTA OGGI L’OBBLIGO

Scatta oggi l’obbligo di verificare il possesso del green pass per parrucchieri ed estetisti. Intanto si attende ancora il Dpcm sui negozi dove non sarà necessario esibire alcuna certificazione per entrarvi.

OBBLIGO FINO AL 31 MARZO

A partire da oggi dunque per andare dal parrucchiere, dal barbiere e dall’estetista bisognerà essere in possesso del Green Pass BASE. Si tratta di quello ottenibile dopo ogni dose di vaccino, dopo essere guariti dal Covid oppure facendo un tampone con esito negativo. Stesse limitazioni anche per i colloqui con detenuti in carcere.  

IL NUOVO DPCM SI FA ATTENDERE

Si attende invece (anche troppo in verità) il Dpcm con l’elenco delle attività primarie per le quali non servirà alcun Green Pass per accedere. Si tratta di negozi alimentari, farmacie, benzinai, mercati all’aperto, edicole, ottici, negozi per acquistare legna o pellet per il riscaldamento. Tra questi dovrebbe esserci anche l’ufficio postale ma solo per ritirare la pensione. Sul pass per andare dal tabaccaio nutriamo ancora qualche dubbio, visti i notevoli interessi statali legati alla vendita delle sigarette.

E DAL 1° FEBBRAIO..

A partire da tale data le limitazioni interesseranno anche pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali, “fatti salvi quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona“.

Lo abbiamo spiegato dettagliatamente QUI: Decreto 7 gennaio 2022

MISURE ANCORA DISCUTIBILI

A prescindere da come la si pensi sulla vaccinazione, queste ulteriori restrizioni risultano alquanto discutibili e anche pericolose per vari motivi. Si va a colpire altre categorie di lavoratori già ampiamente massacrati da chiusure, divieti e da aperture premature.

Si tratta soprattutto di decisioni che certamente non andranno a migliorare il quadro attuale pandemico che vedrebbe dei miglioramenti solo se davvero si affrontasse la questione dalle radici. Quali? Liberare i medici di medicina generale da un approccio alle cure precoci dei malati Covid sbagliato (tachipirina e vigile attesa).

ULTERIORE AGGRAVIO DI ATTIVITA PER GLI ESERCENTI

I gestori delle varie attività, oltre a pensare di “portare il pane a casa” dovranno pure occuparsi di fare le verifiche degli accessi ai propri clienti. Che poi è esattamente ciò che fanno da tempo anche le attività ricettive, di ristorazione e bar e sappiamo tutti com’è andata a finire. In pochi vanno ormai a ristorante e in pizzeria (soprattutto) dopo aver (finalmente) scoperto e capito che anche i vaccinati possono contagiarsi e contagiare gli altri.

Per i trasgressori dunque sono previste sanzioni da 400 a 1000 euro.

PERICOLO LAVORO NERO

Un altro, a nostro parere, serio rischio sarà quello del lavoro nero che sarà “invogliato” dalle restrizioni scattate oggi. Saranno in molti coloro che per evitare di perdere numerosi clienti si proporranno di recarsi a casa (ove possibile) a fare manicure, tagli, pieghe, ecc… E dove non saranno gli esercenti a proporlo, saranno i clienti sprovvisti di Green Pass (e per risparmiare pure la spesa dei tamponi) a cercare chi sarà disposto a lavorare (senza chiedere certificazioni) A CASA.

NUMERI E ANCORA NUMERI (SBAGLIATI)

Si cerca di guardare al “dopo figuraccia” del ministro Speranza nella conferenza stampa di presentazione dell’ultimo decreto in cui ha mostrato una tabella errata con numeri sbagliati. In un tavolo tecnico cui hanno partecipato esperti del ministero della Salute e delle Regioni si sta pensando di considerare casi Covid soltanto i pazienti ricoverati che hanno sviluppato la malattia, senza includere gli asintomatici in ospedale per altre patologie.

Tutto questo mentre il virologo, Matteo Bassetti, ha in più occasioni invitato a non conteggiare più gli asintomatici ma solo i sintomaci, per avere dei numeri vicini alla reale situazione attuale.

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