Pugno duro contro il CAPORALATO | Pene più severe contro gli sfruttatori

Ultimo aggiornamento:

Tempo di lettura stimato: 6 minuto/i


Pugno duro contro il CAPORALATO

La Camera ha approvato ieri in via definitiva il disegno di legge: Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo. E’ pugno duro contro il caporalato.

In questo articolo “Paola Clemente morta di caporalato” (cliccaci sopra per leggerlo) parlammo del caso della povera 49enne di San Giorgio Jonico (Ta), una delle tante vittime del caporalato.

Un passo avanti verso il rispetto dei diritti umani e dei lavoratori

L’approvazione del disegno di legge può rappresentare un pugno duro contro il caporalato e un reale passo avanti in un momento veramente drammatico del mondo del lavoro e anche della società in generale. Il problema del Caporalato è uno dei più vigliacchi e disumani atti compiuti da gente senza scrupoli che mangia e si arricchisce sulla pelle dei più deboli e dei più bisognosi.

Ci attendiamo adesso che, chi deve monitorare, vigilare e tutelare, faccia il proprio dovere e che (nel caso di chi deve punire) lo faccia fino in fondo con pene severissime che siano da monito per tutti. Solo così si potrà realmente combattere questo fenomeno.

L’approvazione della Camera

Pugno duro contro il caporalato: la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge: Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo (Approvato dal Senato) (Leggi l’atto di Camera 4008 con conseguente assorbimento delle proposte di legge abbinate).

L’atto, promosso dal Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e dal Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, era stato presentato in Senato il 28 gennaio 2016 (Leggi l’atto Senato n. 2217), era stato approvato il 1° agosto 2016 ed era stato trasmesso alla Camera il 2 agosto 2016.

E’ stato così esaminato in Commissione dalla Camera dal 20 settembre al 13 ottobre e poi discusso in Assemblea della Camera il 17 ottobre prima di essere definitivamente approvato il 19 ottobre.

Le votazioni: 346 sì, nessun contrario, si sono astenuti i deputati di Forza Italia e Lega.



Pugno duro contro il caporalato: pene più severe

Fino a sei anni di carcere per e sanzioni, anche con la confisca dei beni, non solo agli intermediari illegali ma anche ai datori di lavoro consapevoli dell’origine dello sfruttamento. Inoltre se i fatti sono commessi con violenza e minaccia, la pena aumenta da cinque a otto anni e può comportare anche l’arresto in flagranza.

E’ previsto anche un concreto aiuto alle vittime di caporalato, con l’estensione delle provvidenze del fondo anti-tratta.

Inoltre maggiormente coinvolte saranno le amministrazioni locali nella vigilanza e nella tutela delle condizioni di lavoro nel settore agricolo.

Infine, tra le novità, anche il potenziamento della Rete del lavoro agricolo di qualità (che fu istituita presso l’INPS al fine di selezionare imprese agricole che si qualificano per il rispetto delle norme in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto). Questo al fine di rendere ancora più efficace questo strumento di controllo e di prevenzione del lavoro nero in agricoltura.

Le soddisfazione di Coldiretti

“Con la legge sul caporalato l’Italia si pone all’avanguardia nella tutela del lavoro nei campi che va estesa anche ai prodotti importati che sono ottenuti anche dallo sfruttamento del lavoro minorile che riguarda 100 milioni di bambini secondo l’Organizzazione Internazionale del lavoro (ILO)

Il caporalato è una piaga da combattere poiché colpisce spesso la componente più debole dei lavoratori agricoli“. Lo afferma il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo.

Moncalvo prosegue:

Servono pene severe e rigorosi controlli che colpiscano il vero lavoro nero e lo sfruttamento, portando alla luce quelle sacche di sommerso che peraltro fanno concorrenza sleale alle imprese regolari che hanno già intrapreso un percorso di trasparenza e sulle quali finiscono per concentrarsi esclusivamente oggi le azioni di verifica. Ma il problema del rispetto della dignità dei lavoratori deve valere anche per i prodotti importati che arrivano in Italia spesso sottocosto per effetto dello sfruttamento del lavoro, anche minorile, e dell’ambiente“.

Le reazioni dal mondo politico

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti: “Risultato storico, una bella pagina di civiltà e di giustizia“.

Soddisfatti anche i promotori della lotta al caporalato:

  • dice Maurizio Martinaera una norma attesa da almeno cinque anni, lo Stato risponde in maniera netta e unita contro il caporalato. Ora abbiamo più strumenti utili per continuare una battaglia che deve essere quotidiana, perché sulla dignità delle persone non si tratta. E l’agricoltura si è messa alla testa di questo cambiamento“;
  • Andrea Orlando soddisfatto: “È una grande giornata per il lavoro, per la tutela dei diritti e delle persone più deboli. Si è realizzato un obiettivo che da sempre caratterizza le battaglie della sinistra, quello per la dignità dei lavoratori e delle persone che sono più esposte alle forme più odiose di sfruttamento“.
Le dichiarazioni dei sindacati

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: “Finalmente una legge buona e giusta, che ci aiuterà nella difesa dei lavoratori italiani e stranieri sfruttati da imprenditori privi di scrupoli, da caporali che lucrano sulla loro povertà e sul loro bisogno di lavoro, dalla criminalità organizzata“.

Per Furlan, segretario generale della Cisl, trattasi di un “vero traguardo di civiltà“.

Il segretario generale della UIL, Carmelo Barbagallo:

La legge contro il caporalato era un atto dovuto, di civiltà, che accoglie le nostre rivendicazioni e che suscita il nostro apprezzamento. Abbiamo conseguito solo un primo traguardo, però.

Ora dobbiamo operare per ridurre sensibilmente il livello, ancora troppo alto, di lavoro nero, che caratterizza il mondo dell’agricoltura e non solo, e per evitare l’uso smodato dei voucher. Questi sono i nostri obiettivi, per affermare diffusamente la legalità, per dare un futuro ai lavoratori e per sviluppare l’economia del paese“.

LEGGI altri articoli dal mondo del LAVORO



@ Riproduzione riservata

CONDIVIDI L'ARTICOLO
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul fisco, sociale, lavoro, televisione e sicurezza alimentare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

La Gazzetta Digitale

Torna SU