Esposto IlvaEni 2017 | L’iniziativa e la raccolta firme per chiedere “Giustizia per Taranto”

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Esposto IlvaEni 2017

Il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda continua a parlare di emergenza nazionale in riferimento alla questione Ilva. Come sempre in 2° piano finisce la questione ben più importante della salute e dell’ambiente tarantino messi in ginocchio da più di 50 anni di produzione (e inquinamento) industriale. E così i cittadini presentano l’esposto IlvaEni 2017 per chiedere di aiutare la città di Taranto di fatto da tempo abbandonata dallo Stato. Ma le firme raccolte sono solo 2300……… dove sono i cittadini di Taranto ?

*** Articolo aggiornato martedì 12 dicembre 2017 ***

Il ricorso non digerito e le “soluzioni” di Calenda

La notizia del ricorso presentato dal Comune di Taranto e dalla Regione Puglia contro il piano ambientale non va proprio giù a Calenda. Qualora il Tar dovesse esprimersi concedendo la sospensiva al piano (come ha chiesto il presidente Michele Emiliano), si dovrà procedere alle operazioni di spegnimento di gran parte dell’Ilva (anche ricorrendo al Consiglio di Stato). Il ricorso, se accolto, farebbe sospendere l’attuale Aia (Autorizzazione integrata ambientale) facendo rientrare in vigore quella precedentemente scaduta.

Secondo il ministro dello sviluppo economico la soluzione ai problemi della siderurgia e dei tarantini sarebbe quella prevista dal piano ambientale:

  • investimenti di 1,2 miliardi a carico dell’investitore;
  • copertura dei parchi minerari (prevista per gennaio 2018?);
  • limitazione della produzione a 6 milioni di tonnellate fino a completamento di tutte le misure.

Arcelor Mittal sta alla finestra

Il rischio che Mittal ritenga impossibile gestire l’acciaieria più grande della Ue a “causa” del sindaco di Taranto e di Emiliano è più che concreto. E per questo motivo il colosso industriale mondiale del settore dell’acciaio sta seguendo con molta attenzione la vicenda. Sarebbero già pronte le “(re)azioni legali” per annullare le procedure d’acquisto dell’Ilva ad opera del gruppo AM Investco e restituire tutto al mittente.

Il braccio di ferro proseguirà perché né Emiliano Né il sindaco di Taranto, Melucci, sembrano intenzionati a farsi “intimorire” dalle dichiarazioni (e dai tweet) di Calenda. Quest’ultimo, dopo l’incontro a Taranto del 5 dicembre con il sindaco, ha convocato il tavolo per il 20 dicembre.



Bonelli dei Verdi “L’Italia ha fame e sete di giustizia

Scrive in una nota il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo BonelliCome si può sostenere, come fa il ministro Calenda spalleggiato da chi oggi gli da man forte, che la vicenda dell’Ilva sia il simbolo dell’Italia dei no? L’Ilva invece, al contrario, oggi dimostra che il nostro è un Paese che ha fame e sete di giustizia.

Una giustizia completamente disattesa grazie a ben 12 decreti (salva Ilva) che hanno sospeso la legislazione ambientale e sanitaria sottraendo di fatto i diritti costituzionali ai cittadini di Taranto. Senza questi interventi governativi la fabbrica di Taranto sarebbe stata chiusa da anni. Mentre ci sarebbe stato tutto il tempo di avviare un processo di conversione industriale sul modello Bilbao o Pittsburgh, come noi Verdi proponiamo da tempo.

L’esposto IlvaEni 2017

E’ stato presentato alla stampa giovedì 7 dicembre alle ore 10 presso la Sala degli Specchi di Palazzo di Città a Taranto.

Scrive il movimento: “Dopo aver marciato tutti insieme per le strade della città a febbraio 2017, per la prima volta nella storia della annosa vertenza ambientale di Taranto, abbiamo la possibilità di sottoscrivere moralmente un esposto IlvaEni 2017 riguardante le attività industriali che operano nella zona industriale tarantina. L’esposto può essere sottoscritto da tutti coloro che conoscono le problematiche di Taranto connesse all’inquinamento industriale, che sostengono moralmente l’iniziativa e sono sensibili alle problematiche ambientali e ai loro effetti sulla salute:

  • residenti a Taranto;
  • cittadini di ogni regione d’Italia;
  • cittadini stranieri di ogni nazione;
  • comitati;
  • associazioni ed organizzazioni“.
Come sottoscrivere l’esposto

Due le modalità di sottoscrizione (che è assolutamente gratuita e non comporta alcun impegno per chi la sottoscrive):

  • firma cartacea su modulistica presso i punti previsti che saranno comunicati a breve;
  • compilando il modulo presente sulla pagina web dell’iniziativa, fai click qui: FIRMA l’ESPOSTO indicando i seguenti dati:
    • Nome
    • Cognome
    • Data di nascita
    • Numero documento (specificare anche il tipo di documento)
    • Città di residenza
    • Email.
Solo 2300 le firme raccolte, la città dov’è?

Le 2300 firme (raccolta terminata il 9 dicembre 2017) sono state allegate all’esposto depositato presso la Procura della Repubblica di Taranto dal movimento “Giustizia per Taranto”. Ma la cosa incredibile che fa riflettere è ancora l’indifferenza della città dinanzi al grave problema ambientale e sanitario.

Così come accadde per il referendum in cui si chiedeva ai cittadini di esprimersi sulla chiusura dell’Ilva, anche stavolta i tarantini NON hanno risposto. Tra l’altro tra i 2300 c’è certamente qualcuno che non risiede nemmeno a Taranto…. E la colpa, anche stavolta, non è né del Governo né delle istituzioni, né di nessun altro.

E l’ulteriore riflessione che viene da fare è che nemmeno gran parte degli stessi ambientalisti che lottano contro chi inquina hanno firmato l’esposto. Le firme raccolte sono 2300 e gli ambientalisti sono certamente di più di 2300…. gli altri dove sono?

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. Tra i vari temi, scrivo di sociale, spettacolo, sicurezza alimentare e sport.

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