Lockdown solo per no vax | Per Bassetti e per Rasi, consulente di Figliuolo è la soluzione

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Articolo aggiornato martedì, 2 Novembre 2021 13:26

LOCKDOWN SOLO PER NO VAX

Con i non vaccinati faremo come in Austria”, ha detto il consulente di Figliuolo. Un lockdown solo per no vax, in pratica, che è la stessa linea proposta da Bassetti.

IL GUIDO RASI PENSIERO

L’ex direttore dell’Ema, Guido Rasi, attuale consigliere del commissario Figliuolo è per la “linea dura”. Secondo Rasi il nuovo aumento dei contagi è imputabile ai non vaccinati. Per questo motivo sarebbero necessarie altre misure restrittive ma stavolta mirate. Dunque solite raccomandazioni di prevenzione (mascherine e distanziamento) anche nelle manifestazioni ma anche tamponi per i lavoratori ogni 24 ore (e non 48 ore), vaccini per i bambini. “Ciliegina sulla torta”, Rasi propone il lockdown solo per i non vaccinati.

7 MILIONI I NON VACCINATI

 In Italia sono 7 milioni gli italiani che hanno deciso o non hanno potuto vaccinarsi. Questo è un numero che al Governo non va proprio giù, motivo per il quale si sta pensando di prorogare lo stato di emergenza fino a marzo 2022, nonostante il tempo massimo scada il 31.12.21. Servirà modificare la legge o proporre una sorta di decreto per “ovviare al problema”.

LEGGI ANCHE: PERCENTUALE DI ITALIANI VACCINATI (SEMPRE AGGIORNATA)

TAMPONI OGNI 24 ORE

Queste persone non posso danneggiare l’economia e penalizzare gli italiani immunizzati. Il tampone ogni 48 ore non è abbastanza protettivo, si dovrà imporlo quotidianamente a chi va al lavoro o a chi partecipa ad un evento”. Lo ha detto Guido Rasi in una recente intervista.

Bisognerà prendere una decisione. Vanno identificati i focolai e se nascono nei luoghi di lavoro si devono restringere le maglie attorno ai non vaccinati”. A Trieste è scoppiato un focolaio tra i “No vax” che ha intasato gli ospedali. Ed è inaccettabile – ha concluso Rasi – che la collettività subisca i soprusi e l’arroganza di una minoranza diventata pericolosa per la salute pubblica e per la ripresa economica”.

RASI E IL MODELLO AUSTRIACO

L’esperienza dell’Austria va valutata e anche imitata se la situazione dovesse peggiorare. L’obbligo vaccinale? Io inizierei con l’estenderlo alle persone a contatto con il pubblico”.

Appena Ema darà il via libera e la Società di pediatria sarà favorevole, bisognerà immunizzare anche i bambini”. E sul Green pass ha poi concluso Rasi: “Resterà fino a marzo, se non fino all’estate”.

IL BASSETTI PENSIERO: “L’ITALIA, UN TAMPONIFICIO

Il responsabile del reparto di Malattie Infettivi dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, ha anche lui proposto di limitare la vita dei non vaccinati.

Il problema è che la loro libertà cozza con quella di tutti e con il sistema sanitario. Se i non vaccinati fossero 30 milioni anziché 7 avremmo la stessa situazione dell’anno scorso, gli ospedali pieni e le chiusure. Per questo io sarei per l’obbligo vaccinale e per stringere sul Green Pass per tenere i non vaccinati fuori dai luoghi di divertimento”. Stesso discorso, secondo Bassetti, per i luoghi di lavoro, “ma limitando il certificato verde ai mestieri a contatto col pubblico per cui metterei l’obbligo vaccinale“.

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