Rifiutano di vaccinare per postilla | Il consenso informato “ritoccato” non piace ai vaccinatori

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Articolo aggiornato sabato, 15 Gennaio 2022 19:32

RIFIUTANO DI VACCINARE PER POSTILLA

Si rifiutano di vaccinare per postilla, una nota aggiunta da una donna over 50 che ha messo in crisi un intero centro vaccinale.

SONO TUTTI SOTTO TIRO

Quello che è accaduto a Roma la dice lunga sull’aria che tira ovunque, anche nei centri vaccinali dove anche i vaccinatori sono sotto tiro. Nessuno infatti si prende delle responsabilità che non è tenuto a prendersi tantomeno i medici specialisti vaccinali che non esentano praticamente nessuno dal vaccino anti Covid. Molto spesso perché Ministero della Salute e Aifa praticamente spingono a vaccinare chiunque salvo pochissime eccezioni.

IL RIFIUTO DI VACCINARE DEL PERSONALE

Una donna over 50 si è recata nel Centro Vaccinale Cesa in Via Alvaro del Portillo di Roma, obbligata a vaccinarsi dal decreto 7 gennaio 2022 (obbligo vaccinale) introdotto dal Governo, per sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid con vaccino Moderna. Qualcosa però è andato “storto” e la signora è stata rispedita a casa dal personale medico che si è rifiutato di somministrare la dose di vaccino.

Il caso è giunto al Codacons che lo ha reso noto dopo che è stata la stessa donna a rivolgersi all’associazione consumatori per ottenere assistenza legale.

UN FATTO CHE PUÒ FARE DA APRIPISTA

Il fatto è stato ricostruito dal Codacons che ha raccontato che al momento di firmare il consenso informato che tutti i vaccinati vengono costretti a sottoscrivere, la donna ha preso una penna e, alla pagina dove si specifica che “il cittadino ha compreso i benefici e i rischi della vaccinazione“, ha aggiunto la seguente frase.

Non liberando lo Stato italiano, che mi obbliga a questa vaccinazione, da ogni eventuale avversità, malattia derivante, o qualsiasi effetto indesiderato ne derivasse”.

LA POSTILLA CHE NON PIACE E LA CONTRO-POSTILLA

Il personale sanitario del centro vaccinale non ha accettato la frase aggiunta a penna dalla donna e ne è nata un’accesa discussione durata alcuni minuti. È intervenuto il direttore della struttura che ha suggerito ai medici presenti di aggiungere a loro volta una “contro-postilla” sul modulo del consenso informato. La frase dei medici è questa:

Si prende visione della postilla inserita dalla paziente sul primo foglio e non si acconsente alla vaccinazione sulla base di quanto riportato e scritto dalla paziente. Si comunica alla paziente che si potrà procedere alla vaccinazione solo previa firma del consenso informato”.

L’ULTERIORE NOTA DELLA “VACCINANDA”

La signora ha ulteriormente risposto sullo stesso modulo scrivendo: “Desidero vaccinarmi qui ed ora, ma non mi viene effettuata la vaccinazione perché ho inserito la postilla che non esonera lo Stato Italiano”.

La donna si è così rivolta al Codacons chiedendo di essere tutelata legalmente per questa vicenda che potrebbe finire in tribunale.

IN STUDIO UN’AZIONE LEGALE CONTRO LO STATO

L’associazione ha spiegato che è in corso lo studio di fattibilità di un’azione legale contro lo Stato e contro il centro vaccinale che ha rifiutato la vaccinazione, circostanza che potrebbe realizzare in capo ai medici coinvolti il reato di abuso d’ufficio. “L’episodio – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – dimostra come sia urgente e necessario modificare il consenso informato che i cittadini devono firmare quando si sottopongono alla vaccinazione anti-Covid“.

Conclude Rienzi: “In presenza di un obbligo vaccinale, lo Stato è tenuto per legge e risarcire qualsiasi danno sanitario legato alla vaccinazione, ma di tale responsabilità stabilita dal nostro ordinamento non si fa alcuna menzione nel modulo di consenso informato, che al contrario così come formulato oggi addossa ai cittadini qualsiasi rischio legato alla somministrazione del vaccino”.

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