Sanzioni per ciclo vaccinale incompleto | Multe anche per vaccinati ritardatari o pentiti

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Articolo aggiornato domenica, 9 Gennaio 2022 15:39

SANZIONI PER CICLO VACCINALE INCOMPLETO

Il nuovo decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 gennaio 2022 ha fissato un’altra serie di norme e inasprito quelle già predisposte con i precedenti decreti, prevedendo anche delle sanzioni per ciclo vaccinale incompleto.

MULTE SOLO AI NO VAX? NIENTE DI PIÙ SBAGLIATO

Quello che molti stanno facendo passare (giornali, tv e “lettori seriali di titoli d’effetto”) è che a essere colpiti dalle sanzioni previste nel nuovo decreto siano solo i cosiddetti “no vax” (cittadini ultra cinquantenni mai vaccinati e lavoratori over 50). In realtà non è proprio così perché nel mirino del Governo sono finiti anche ai vaccinati ritardatari (nella somministrazione delle altre dosi) o “pentiti”.

Con tale sistema diabolico, Draghi colpisce anche chi aveva pensato o avrebbe pensato “Faccio una dose e poi magari in futuro si vedrà“. Sbagliato! Perché lassù, ai piani alti, le pensano praticamente tutte, sempre prima di tutti e soprattutto colpendo tutti, anche chi si è ciecamente fidato di loro fin dall’inizio della pandemia.

LE CATEGORIE DI PERSONE SANZIONABILI

Leggendo il decreto infatti si legge che dal 1° febbraio saranno sanzionate anche le seguenti categorie di persone:

  • vaccinati over 50 che non si sono sottoposti alla seconda dose nei tempi indicati;
  • vaccinati che nei tempi indicati non si sono sottoposti all’inoculazione della terza dose. Quando scade la terza dose Esattamente quando scade il Green Pass, che dal 10 gennaio 2022 scenderà a 6 mesi.
ART. 4 – SEXIES (SANZIONI PECUNIARIE)

Il comma 1 del decreto stabilisce infatti che in caso di inosservanza dell’obbligo vaccinale, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 100 in uno dei seguenti casi:

  • a) soggetti che alla data del 1° febbraio 2022 non abbiano iniziato il ciclo vaccinale primario;
  • b) soggetti che a decorrere dal 1° febbraio 2022 non abbiano effettuato la dose di completamento del ciclo vaccinale primario nel rispetto delle indicazioni e nei termini previsti con circolare del Ministero della salute;
  • c) soggetti che a decorrere dal 1° febbraio 2022 non abbiano effettuato la dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale primario entro i termini di validità delle certificazioni verdi COVID-19 previsti dall’articolo 9, comma 3, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87.
LE MULTE? NIENTE PAURA, CI PENSA L’AGENZIA DELLE ENTRATE

Il comma 3 specifica che l’irrogazione della sanzione è effettuata dal Ministero della salute per il tramite dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Come? L’Agenzia delle Entrate-Riscossione provvede a inoltrare le sanzioni in due modi:

  • sulla base degli elenchi dei soggetti inadempienti all’obbligo vaccinale periodicamente predisposti e trasmessi dal Ministero della Salute;
  • anche acquisendo i dati resi disponibili dal Sistema Tessera Sanitaria su:
    • soggetti assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale vaccinati per COVID-19;
    • su quelli per cui non risultano vaccinazioni comunicate dal Ministero della salute al medesimo sistema;
    • ove disponibili, sui soggetti che risultano esenti dalla vaccinazione.
UTILIZZO DEI DATI DELLA TESSERA SANITARIA: CI HANNO GIÀ PENSATO PRIMA

Per la finalità appena citate, il Sistema Tessera Sanitaria è autorizzato al trattamento delle informazioni su base individuale inerenti alle somministrazioni, acquisite dall’Anagrafe Nazionale Vaccini ai sensi dell’articolo 3, comma 5 -ter , del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 marzo 2021, n. 29, nonché al trattamento dei dati relativi agli esenti acquisiti secondo le modalità definite con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 9 -bis , comma 3, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87.

L’ITER DEL SISTEMA SANZIONATORIO

Al comma 4 si legge: “Il Ministero della salute, avvalendosi dell’Agenzia delle entrate-Riscossione comunica ai soggetti inadempienti l’avvio del procedimento sanzionatorio e indica ai destinatari il termine perentorio di 10 giorni dalla ricezione, per comunicare all’Azienda sanitaria locale competente per territorio l’eventuale certificazione relativa al differimento o all’esenzione dall’obbligo vaccinale, ovvero altra ragione di assoluta e oggettiva impossibilità.

Entro il medesimo termine, gli stessi destinatari danno notizia all’Agenzia delle entrate-Riscossione dell’avvenuta presentazione di tale comunicazione.

IL COMMA 5

L’Azienda sanitaria locale competente per territorio trasmette all’Agenzia delle entrate-Riscossione, nel termine perentorio di dieci giorni dalla ricezione della comunicazione dei destinatari prevista al comma 4, previo eventuale contraddittorio con l’interessato, un’attestazione relativa alla insussistenza dell’obbligo vaccinale o all’impossibilità di adempiervi di cui al comma 4.

COMMI 6 E 7

L’Agenzia delle entrate-Riscossione, nel caso in cui l’Azienda sanitaria locale competente non confermi l’insussistenza dell’obbligo vaccinale, ovvero l’impossibilità di adempiervi, provvede entro 180 giorni dalla relativa trasmissione, di un avviso di addebito, con valore di titolo esecutivo.

ln caso di opposizione alla sanzione contenuta nell’avviso, resta ferma la competenza del Giudice di Pace e l’Avvocatura dello Stato assume il patrocinio dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, passivamente legittimata.

I PROVENTI DELLE MULTE (comma 8)

Le entrate derivanti dalle sanzioni saranno periodicamente versate a cura dell’Agenzia delle entrate Riscossione ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo emergenze nazionali per il successivo trasferimento alla contabilità speciale.

Credits Photo: AslRoma2.

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