Super Green Pass lavoro | Un abuso di Stato che va scongiurato a prescindere

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Articolo aggiornato domenica, 2 Gennaio 2022 15:43

SUPER GREEN PASS LAVORO

Si sta parlando da giorni del Super Green Pass Lavoro, ossia dell’ultima misura per tentare di mettere al muro chi ha legittimamente scelto di non vaccinarsi. Ma è giusto obbligare un cittadino a sottoporsi a un trattamento sanitario ricattandolo come già è stato fatto con altre categorie?

C’È UNA DATA PER LA DECISIONE: MERCOLEDÌ 5 GENNAIO 2022

Fonti vicine al Governo riferiscono che il 5 gennaio è la data in cui potrebbe essere imposto l’obbligo di vaccinarsi a tutte le categorie di lavoratori. Sarebbe l’ultimo schiaffo, l’ennesima coercizione a quella fetta di italiani che ha scelto di non vaccinarsi per svariati motivi per i quali non dovrebbero giustificarsi con nessuno.

Lo sanno bene diversi personaggi pubblici come il tennista Djokovic oppure (per restare in Italia) Mietta, Povia, Paolo Brosio, Diana Del Bufalo e tanti altri. La loro decisione di dire no al vaccino ha scatenato un vespaio di polemiche e li ha resi il bersaglio di insulti e cattivi auguri dai “pro vax”.

DRAGHI VUOLE ANDARE FINO IN FONDO

Il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi non è ancora sazio perché vuole ulteriormente reprimere la “resistenza no vax”. Come vuole farlo? Imponendo l’obbligo vaccinale a tutte le categorie di lavoratori.

Fosse stato per lui, lo avrebbe già imposto con l’ultimo decreto quarantene a causa dell’aumento dei contagi attribuito ai non vaccinati invece che alla libertà assoluta concessa ai vaccinati, molti dei quali si sono sentiti super protetti. Questi ultimi, proprio grazie all’ultimo decreto, adesso hanno avuto ulteriormente campo libero potendosene andare in giro anche in caso di contatto con un positivo. Grazie a questo, potenzialmente, creando un ulteriore rischio di contagio di vaccinati e non vaccinati.

CONFINDUSTRIA E SINDACATI

Da Confindustria ce lo saremmo aspettati, ovvio, e in verità anche dai sindacati che non si sono mai opposti al Green Pass e non lo stanno facendo nemmeno adesso. Anzi, non solo non c’è alcuna opposizione ma c’è addirittura la pressione delle associazioni sindacali affinché quanto prima arrivi l’obbligo vaccinale in ogni luogo di lavoro. Evidentemente questo, dovrebbe risolvere il problema dei contagi, come se il luogo di lavoro fosse la fonte di focolai e diffusione del virus di cui non si hanno notizie.

I CONTAGI INTANTO AUMENTANO

Ieri si sono registrati 141.262 nuovi contagi, 1 milione 21 mila e 697 italiani hanno il Covid ma ospedali e terapie intensive non fanno registrare il superamento di soglie critiche. Questo lo si attribuisce al grande numero di vaccinati (quasi il 90% con almeno una dose, 62,26% dose addizionale /richiamo booster). A questi si aggiunge il numero sempre più alto di bambini e ragazzi vaccinati.

LEGGI: PERCENTUALE DI ITALIANI VACCINATI

LA STRADA GIUSTA È DUNQUE LIMITARE LA VITA DEI NON VACCINATI? LA RISPOSTA È NO

Non servono un virologo o un medico generico per capire quello che la logica e la vita di tutti i giorni spiegano. Con l’ultimo decreto è stato praticamente imposto un vero e proprio lockdown ai non vaccinati che non possono più fare nulla. Per accedere a tutti i locali pubblici e a cinema, teatri, stadi (ecc..) è necessario essere muniti di green pass rafforzato. Quindi solo vaccinati o guariti dal Covid possono vivere una vita “normale” (così viene definita una situazione che di normale in realtà non ha proprio nulla).

La croce è stata dunque messa sulle spalle dei non vaccinati ritenuti “gli untori” a prescindere, anche se non sono malati di Covid. In tutto questo continua a perpetrarsi un errore di fondo: a diffondere il contagio non sono i non vaccinati la cui vita è già stata ampiamente limitata ormai da tempo. I contagi invece aumentano perché i vaccinati, avendo libertà assoluta al 100%, sguazzano liberi ovunque, spesso non rispettando nemmeno le regole di base del distanziamento e delle mascherine. Basta andare nei centri commerciali, nei ristoranti e nei bari. Si vada a (ri)vedere cos’è successo al Teatro Petruzzelli di Bari in diretta su Rai 1 nella notte di San Silvestro al concerto. “Pe pe pe pe pe pe”, trenini, balli soft e poco distanziamento.

LE FILE ALLE FARMACIE

Non è un caso se in fila alle farmacie di tutta Italia per farsi i tamponi l’80/90% erano persone vaccinate con seconda e terza dose venute a contatto con positivi al Covid. Molte di queste persone sono risultate positive. E con il nuovo decreto si è voluto anche aggravare questa situazione di rischio perché i vaccinati che non sono andate a farsi il tampone sminuendo il loro stato di salute, hanno potuto andarsene in giro tranquillamente contagiando gli altri (vaccinati e non vaccinati).

IL SUPER GREEN PASS SUL LAVORO SARÀ DUNQUE LA SOLUZIONE?

La risposta è NO perché una misura del genere non certo sanitaria ma politica, anti sociale e discriminatoria non potrà convincere quella parte di persone che per propri motivi (non certo politici) non vuole vaccinarsi. Inoltre non sarà l’ennesima coercizione ad abbattere i contagi ma un maggiore senso di responsabilità e di buon senso dei cittadini, delle istituzioni locali e nazionali.

Tra l’altro molti si chiedono (e ce lo chiediamo anche noi) dove siano finiti avvocati, giudici e magistrati (a parte poche eccezioni) perché molte leggi costituzionali in questi 2 anni sono state a dir poco calpestate.

VACCINO OBBLIGATORIO IN AUSTRIA? NON È VERO, LEGGI QUI: VACCINAZIONE OBBLIGATORIA AUSTRIA

LA VERA SOLUZIONE

La vera soluzione (seria) per abbattere i contagi sarebbe fare una politica seria guardando davvero all’abbattimento dei contagi fino ad azzerarli. Come? Si può decidendo di abolire ogni forma di Green Pass, continuare con i vaccini da somministrare solo a chi ne fa richiesta e obbligando tutti a tamponarsi con antigenico rapido ogni 72 ore a costo zero per tutti.

Inoltre spingere con i nuovi farmaci arrivati anche in Italia (in attesa di nuovi sempre più efficaci) adottando nuovi protocolli di cure efficaci e immediati a domicilio fin dai primi sintomi così com’è indicato dai bugiardini dei medicinali anti Covid. È il momento di dire BASTA con il protocollo di “tachipirina e vigile attesa” che ha solo intasato ospedali e terapie intensive fin dall’inizio.

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