Marelli chiude gli stabilimenti italiani per l’emergenza Coronavirus | Chiusura temporanea delle fabbriche fino al 3 aprile incluso

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Marelli chiude gli stabilimenti

La grave situazione provocata dal Covid-19 e il protocollo di sicurezza dei lavoratori siglato l’altro ieri hanno portato finalmente a una decisione. Marelli chiude gli stabilimenti italiani dal 16 al 19 marzo (ossia dal terzo turno delle ore 22 di domenica 15 alle ore 6 del 19 marzo 2020). La sospensione della produzione è stata poi estesa fino al 3 aprile.

UNA SOSPENSIONE TEMPORANEA MA NECESSARIA

Marelli, azienda leader di componentistica dell’automotive ha annunciato: “In aggiunta alle misure già adottate a tutela della salute e della sicurezza dei propri dipendenti nel corso delle ultime settimane, in relazione alla diffusione del Covid-19, Marelli ha disposto la sospensione temporanea di tutte le attività produttive nei propri stabilimenti italiani dal 16/03 al 18/03 incluso“.

I LAVORATORI PRIORITA’ ASSOLUTA

Marelli ha precisato: “La misura è stata adottata allo scopo di garantire, al massimo livello possibile, la salute e il benessere dei dipendenti, che costituiscono la priorità assoluta per l’azienda e per adeguare in maniera ancor più rigorosa le misure di salute e sicurezza al protocollo emanato dal Governo Italiano, che prevede la sospensione delle attività produttive in tali fasi di adeguamento“.

Per la copertura delle assenze sarà utilizzata la CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria), ossia utilizzando gli ammortizzatori sociali messi a disposizione dal protocollo sottoscritto dalle parti sociali insieme ai sindacati l’altro ieri e soprattutto dal DECRETO LEGGE MARZO 2020 “Salva Italia” approvato lunedì 16 marzo 2020.



SITUAZIONE MONITORATA

Marelli ha concluso così il comunicato: “Continueremo a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione, pronti ad assumere nuove decisioni sempre in accordo con le indicazioni delle autorità governative di riferimento, a livello nazionale e locale“.

TROPPO POCO

La notizia della chiusura degli stabilimenti è circolata velocemente tra gli operai delle varie fabbriche dell’azienda che nelle ore scorse hanno ricevuto (non tutti) le mascherine FFP2 il cui numero evidentemente non è risultato sufficiente per garantire la sicurezza di tutti.

Sono tanti i lavoratori che sostengono che tre giorni di chiusura non sono sufficienti ad azzerare o limitare i rischi di contagio del coronavirus. Del resto la paura è tanta e forse ne sono consapevoli anche ai vertici di Marelli che infatti hanno chiuso il comunicato con “pronti ad assumere nuove decisioni…

L’ESTENSIONE DEL FERMO PRODUZIONE

Il 26 marzo, Marelli ha comunicato l’estensione del fermo produzione con un comunicato in cui ha tra l’altro detto: “Marelli conferma che la sospensione della produzione verrà estesa anche nel corso della prossima settimana, fino al 3 aprile. La misura riguarda tutti i siti europei, con l’eccezione di alcuni casi locali in cui le attività continueranno a regime ridotto, in linea con specifiche necessità di alcuni clienti“.

E INTANTO GLI ALTRI DEL SETTORE AUTO

La maggior parte degli stabilimenti di Fca e Maserati stanno sospendendo temporaneamente e progressivamente la produzione negli stabilimenti produttivi in Europa fino al 27 marzo 2020. Chiudono in Italia gli stabilimenti di Melfi, Pomigliano, Cassino, le carrozzerie di Mirafiori, Grugliasco e Modena.

Anche Volkswagen ha deciso per la chiusura degli stabilimenti europei per 2 o 3 settimane.

IN COSA CONSISTE LA CIGS

La Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) è un’indennità erogata dall’INPS per integrare la retribuzione di lavoratori di aziende che devono affrontare situazioni di crisi e riorganizzazione o contratti di solidarietà di tipo A.

Per fruire del sussidio è necessario che il lavoratore abbia maturato un’anzianità aziendale di almeno 90 giorni presso di un’azienda destinataria della normativa CIGS (D.lgs 148/2015).

QUANTO SPETTA

Il trattamento di integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le ore zero e il limite dell’orario contrattuale.

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Mauro Guitto

GIORNALISTA iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia. All'attivo articoli sul sociale, fisco, lavoro e sicurezza alimentare.

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