Portuali Trieste si dissociano | La protesta contro il Green Pass si divide ma prosegue

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Articolo aggiornato martedì, 19 Ottobre 2021 20:37

PORTUALI TRIESTE SI DISSOCIANO

In un comunicato del Clpt (Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste), i portuali Trieste si dissociano dalla protesta contro il Green Pass.

RINGRAZIAMO PUZZER PER IL LAVORO SVOLTO

Com’è noto, nei giorni scorsi Stefano Puzzer, leader della protesta dei Portuali Trieste, si è dimesso dal Clpt. La protesta è comunque andata avanti così come è proseguita la presenza di Puzzer, come rappresentante principale dei manifestanti. Stasera è arrivato però il comunicato del Clpt Trieste che prende le distanze dall’evoluzione della protesta ancora in corso.

IL COMUNICATO DEL CLPT

Visti gli ultimi sviluppi delle mobilitazioni contro il Green pass il Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste (Clpt) non intende partecipare alla gestione complessiva delle stesse e/o a qualsiasi coordinamento/associazione relativa”.

Il Clpt prosegue ringraziando “l’amico e collega Stefano Puzzer per tutto il lavoro svolto e gli auguriamo tutto il meglio per il futuro. Il Clpt continuerà il suo impegno sindacale contro l’obbligo di pagare per poter lavorare“.

NON È UNA RESA

La nota del Clpt non va intesa come una resa ma la scelta di intraprendere una via differente e separata per dire “No al Green Pass”, seppur prendendo le distanze dalla protesta “capeggiata” da Puzzer. Una decisione che, seppur criticabile, va rispettata.

L’ATTUALE SITUAZIONE DEL PORTO DI TRIESTE SPIEGATA DA UN IMPIEGATO

Nel mio gruppo di lavoro siamo in 200. La forza lavoro attualmente impiegata ammonta al 10% del totale. Anche se il porto vantasse l’operatività del 50% dei lavoratori, il danno economico sarebbe incalcolabile. Ora che siamo al 10%“.

L’impiegato prosegue: “Il genio civile dell’esercito o altri uomini appartenenti alle forze armate non potrebbero assolutamente sostituirsi a noi. È un lavoro ad altissimo rischio e occorrono anni di formazione e attestati per svolgerlo correttamente. Lamorgese dice che il porto è operativo? È corretto, ma è un’affermazione che va declinata nei termini che le ho appena riferito. Quindi è una menzogna costruita per screditare la nostra protesta pacifica“.

LA TESTIMONIANZA DELL’IMPIEGATO SUI FATTI DI IERI

Ero in prima linea e fino al giorno della mia morte sarò angosciato da quello che ho visto (sgombero del porto): famiglie e donne con le braccia alzate in segno di pace, presi a manganellate, una donna ha preso una manganellata in fronte. Ho visto un lacrimogeno in un passeggino. Ora aspettiamo il 23 l’incontro con Patuanelli e Speranza (o un suo equipollente). La protesta continua non lavorando, stiamo provocando un danno economico gigantesco bloccando il porto“.

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